Monte Grappa:una monte, una storia.

Il Monte Grappa: un monte, una storia!

monte grappa,bassano,grande guerra,veneto,prima guerra mondiale,turismo,escursioni,trincea« Arsiero, Asiago,
Half a hundred more,
Little border villages,
Back before the war,
Monte Grappa, Monte Corno,
Twice a dozen such,
In the piping times of peace
Didn’t come to much. »
   
(Ernest Hemingway)

 

Il monte Grappa è una montagna delle Alpi alta 1.775 m s.l.m. Fa parte delle Prealpi venete e segna il confine tra le province di Vicenza, Treviso e Belluno.

L’origine del nome non è ben definita, si sa che si chiamava Alpe Madre.

Il massiccio del monte Grappa si è formato per una piega di faglia che ha innalzato strati di calcare dolomitizzato, biancone e Scaglia Rossa.
Il monte Grappa si erge a ridosso della pianura veneta. Il suo clima è spesso influenzato da condizioni meteo estremamente variabili. Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l’anno, specialmente nel periodo autunnale, invernale e primaverile.monte grappa,bassano,grande guerra,veneto,prima guerra mondiale,turismo,escursioni,trincea

Teatro di scontri decisivi nel corso della Prima guerra mondiale e alcuni avvenimenti della Seconda guerra mondiale, è conosciuto a molti per il sacrario militare del monte Grappa che contiene resti di militari italiani e austroungarici assieme ad un museo della Grande Guerra. Famoso è anche il Sacello della Madonna Ausiliatrice inaugurato il 4 agosto 1901 dal cardinale Giuseppe Sarto (poi papa Pio X).

Nella prima guerra mondiale, dopo la sconfitta italiana di Caporetto, la cima diventò il perno della difesa italiana, tanto che gli austriaci tentarono inutilmente e più volte di conquistarlo, per poi avere accesso alla pianura Veneta. Costruendo caverne nella roccia e postazioni fisse di artiglieria, dalla cima gli italiani dominavano e tenevano sotto controllo il fronte sino al Montello, lungo una linea che parte dal monte Valderoa e va fino a colle Caprile.

Nel corso della Seconda Guerra mondiale il Grappa fu rifugio delle formazioni partigiane. Proprio sul Grappa venne effettuata una sanguinosa retata dei nazisti e dei fascisti fedeli alla Repubblica di Salò. I combattenti che non vennero uccisi sul posto, vennero impiccati pubblicamente nella vicina Bassano del Grappa. I nazifascisti impiegarono nell’operazione da 15.000 a 20.000 uomini, per scovare e affrontare i 1.500 partigiani celati nei borghi e nelle pendici della montagna.

IL FRONTE DEL GRAPPA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

monte grappa,bassano,grande guerra,veneto,prima guerra mondiale,turismo,escursioni,triceaNel 1916 fu costruita la strada Cadorna: collegando Romano d’Ezzelino alla vetta, essa si sviluppa costantemente sul versante sud, al riparo del fuoco nemico.
Altre strade camionabili di secondaria importanza completavano poi la rete viaria del massiccio: la Campo Solagna – Col Moschin, la Campo Solagna – Col del Miglio, la Campo Solagna – Monte Tomba, la Semonzo – Monte Meda – Monte Grappa, la Cavaso – Monte Tomba – Monfenera. Oltre a queste, un numero rilevante di carreggiabili e mulattiere.
Gran parte dei trasporti, sia di materiali come di uomini, era però affidata alle teleferiche: opere ingegneristiche di elevata complessità per quei tempi, esse superavano i pendii più scoscesi ergentisi tra la pianura ed il ciglio dell’acrocoro sommitale. Nel settembre 1918 esse raggiunsero il ragguardevole numero di ottanta. Tra le principali ricordiamo quella che da Crespano portava sotto la cima e quella che dalla Valle di Santa Felicita conduceva al Col Campeggia e quindi ai Colli Alti.
L’approvvigionamento idrico fu assicurato da appositi impianti, tra i quali ricordiamo quello di San Nazario, di Valle Santa Felicita, di Borso, di San Liberale, di Campeggia, del Covolo e di Caniezza.
Grandi serbatoi furono costruiti in caverne: contenevano fino a duecentomila litri d’acqua e dovevano assicurare un rifornimento alle truppe di oltre un milione di litri d’acqua al giorno.
Fra le numerose opere di difesa costruite in caverna per postazioni delle artiglierie e delle mitragliatrici e per ricovero delle truppe, quella che tutte sovrasta è la grande Galleria Vittorio Emanuele II°. Essa è formata da un tronco principale che, sviluppandosi sotto il costone di cresta, pone in comunicazione il versante scendente a sud verso il Cason d’Ardosa con l’estremo sperone nord. Da questa, che costituisce il corridoio centrale lungo 1400 metri, si dipartono numerose diramazioni laterali che adducono alle batterie ed agli appostamenti per le mitragliatrici. Lo sviluppo complessivo della Galleria è di 5153 metri ed il suo armamento di 25 batterie.
Un’ininterrotta serie di trincee solcava poi i colli, linea di estrema difesa tenacemente tenuta, pur con alterne fortune, dalle nostre truppe.
Caserme ed attendamenti completavano infine l’attrezzatura bellica del massiccio.

L’OSSARIO MONUMENTALE

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Alla fine del conflitto il Grappa è un immenso cimitero: ben 23.000 sono stati i morti, decine e decine di migliaia i feriti da ambo le parti. I resti di quella che fu la grande IV armata vengono inizialmente tumulati in sepolcreti provvisori: Valpiana, Col Calzeron, Pertica, Mure, Meda, Coston e Cima Grappa.
Tale sistemazione non era però onorevole né duratura: sorse così l’idea di un unico grande cimitero a carattere monumentale. Sulla cima già esisteva il sacello della Madonnina dei Grappa: la statua bronzea raffigurante Maria Ausiliatrice, installata sulla cima nel 1901, era stata mutilata da una granata nemica nel gennaio del ’18. Restaurata, ma con i segni appariscenti delle ferite, e decorata con la croce di guerra, essa ritornò sul Grappa nel 1921.
La prima sistemazione dei caduti nei pressi dei sacello, in sei rami di galleria confluenti a raggiera in una cripta centrale, per una lunghezza di circa seicento metri, fu abbandonata per l’eccessiva umidità. Nel 1925 ebbero perciò inizio i lavori per la costruzione dell’Ossario monumentale, inaugurato dieci anni più tardi, il 22 settembre 1935, dal re Vittorio Emanuele III.
L’intera costruzione si adagia, lineare ed imponente, sul costone di vetta, con l’aspetto di una fortezza. Il corpo centrale del monumento, dove sono custoditi i resti di 12.615 caduti, di cui 10.332 ignoti, è costituito da cinque gironi concentrici digradanti a tronco di piramide. Ciascun girone è alto quattro metri e circoscritto da un ripiano circolare largo dieci.
Le spoglie dei 2.283 caduti identificati sono disposte in ordine alfabetico e custodite in loculi coperti da lastre di bronzo con inciso il nome e le decorazioni al valor militare del caduto. Quelle dei 10.332 ignoti sono raccolte in urne comuni più grandi, che si alternano alle tombe singole.
I cinque gironi sono collegati da un’ampia gradinata centrale a cinque rampe, che dalla base del monumento porta alla sommità, dove sorge il piccolo artistico sacello, santuario della Madonnina dei Grappa. Tra il 4° e il 5° girone, in posizione centrale, alla sommità della monumentale scalea che adduce al vertice del monumento, è la tomba del maresciallo d’Italia Gaetano Giardino, che prima di morire (nel 1935) aveva espresso il desiderio di essere sepolto lassù tra i suoi soldatini, come usava chiamare con affetto paterno gli eroici soldati della sua IV^ armata, passata alla storia col nome di Armata del Grappa.
Dal piazzale del tempio si snoda la suggestiva Via Eroica, che corre per 250 metri circa fino al portale Roma, donato dalla città eterna, tra due file di cippi in pietra che portano scolpiti a grandi lettere i nomi delle località legate ai più famosi fatti d’arme delle storiche battaglie dei Grappa.
L’osservatorio è stato ricavato sopra il portale Roma: dal terrazzo si ha modo di osservare l’ampio panorama circostante, in cui si possono individuare i punti di maggiore interesse storico mediante l’ausilio di una planimetria in bronzo che ne riporta le esatte indicazioni.
In un apposito settore, a nord est del Portale Roma, sono state riunite le salme di 10.295 caduti austro-ungarici rinvenute nelle zone circostanti. La sistemazione a loculi dei 295 caduti noti, su due ripiani sovrapposti, è analoga a quella degli italiani. I diecimila caduti rimasti ignoti sono raccolti in due urne ai lati della cappella centrale.
Dal piazzale antistante l’ossario si interna nelle viscere del monte la galleria Vittorio Emanuele III, un’estesissima opera di fortificazione sotterranea i cui numerosi condotti laterali portano alle caverne dov’erano piazzati i cannoni, le mitragliatrici, i riflettori. Accanto all’entrata, la casermetta Milano, ora museo storico, con annessa sala di proiezione di documentari cinematografici dell’epoca.

I MUSEI DELLA GUERRA

Presso l’albergo San Giovanni, il piccolo museo “Roberto Favero” raccoglie una vasta gamma di oggetti appartenuti ai soldati degli opposti eserciti che si affrontarono durante la prima guerra mondiale sul Monte Grappa.
Si possono osservare numerosi pezzi di equipaggiamento leggero, come fucili, baionette, daghe, pugnali, sciabole. E poi oggetti di buffetteria varia, quali fibbie con cinturoni in cuoio italiani, austriaci, ungheresi e tedeschi, da ufficiali e da truppa, nonché berretti appartenenti alle varie armi e qualche giubba da combattimento austriaca ed italiana. Sono presenti pure vari elmetti e decorazioni, gavette per il rancio dei soldati, borracce, posate e qualche bottiglia, rinvenute negli ex accampamenti.
Presso la locanda Val dea Giara si può visitare un altro piccolo museo della Grande Guerra “Battista Gamba ed Emanuele Vignoli”. Oltre alla raccolta di cimeli, è stato ricostruito l’ambiente in cui vivevano i soldati durante i combattimenti.monte grappa,bassano,grande guerra,veneto,prima guerra mondiale,turismo,escursioni,trincea
Chi voglia rivivere la guerra sul Grappa, dopo la visita al complesso monumentale della Cima, potrà continuare il suo itinerario attraverso i musei di San Giovanni e di Campo Solagna.
Per prendere visione dei campi di battaglia, con una breve passeggiata potrà raggiungere il Col Berretta o il Col Fenilon, mentre per toccare con mano l’infrastrutturazione bellica potrà visitare la trincea di San Giovanni o di malga Col del Gallo e le trincee e gallerie di Col Campeggia.

Il museo del recuperante
Allestito grazie all’acquisizione della collezione di armi, granate e buffetteria militare di un vecchio recuperante, racconta l’epopea dei disperati che, per sopravvivere, a rischio della vita, raccoglievano i pregiati metalli rimasti sui campi di battaglia delle nostre montagne.
Il museo, che si trova a Carpanè di San Nazario nei pressi della sede della Comunità montana del Brenta, è aperto per la visita il sabato e la domenica pomeriggio dalle 15 alle 18. Per gruppi organizzati e scolaresche su appuntamento. L’entrata è gratuita.

IN BICICLETTA

monte grappa,bassano,grande guerra,veneto,prima guerra mondiale,turismo,escursioni,triceaIl Monte Grappa è considerato una delle salite più belle d’Italia; la sua lunghezza ed il dislivello ne fanno una salita impegnativa, da qualsiasi versante si affronti.

Quello “classico” corrisponde alla “strada Cadorna”, fatta costruire in epoca bellica dall’omonimo generale per raggiungere la sommità del massiccio. L’ascesa parte dal centro di Romano d’Ezzelino e raggiunge la vetta in quasi 27 chilometri. Le parti più dure sono quella iniziale (circa 8 km) e la finale, mentre il tratto intermedio presenta anche 3 chilometri di falsopiano.

Sono possibili anche altre ascese dai vari versanti del Grappa, da tutte e tre le province che condividono il massiccio. Dal bellunese si può salire da Caupo o dalla Valle di Seren. Spostandosi verso il lato orientale del massiccio si incontrano la salita di Semonzo e tutta una serie di prese che portano in Grappa attraverso la molto panoramica strada delle Malghe: si può salire da San Liberale (Vedetta-Archeson), da Possagno (via degli Alpini, estremamente dura), oppure dal Monte Tomba, arrivandoci da Cavaso del Tomba, da Pederobba (Monfenera) o da Alano di Piave. Numerose sono anche le possibilità per il ciclismo fuoristrada su mountainbike con percorsi di varia difficoltà, dislivello e lunghezza, su strade militari, ora forestali, e mulattiere.monte grappa,bassano,grande guerra,veneto,prima guerra mondiale,turismo,escursioni,trincea

Il monte Grappa è stato negli anni settanta e ottanta più volte inserito nel percorso del Giro d’Italia, con alcuni arrivi di tappa. Nel 2010 il Giro è passato nuovamente per il Grappa, senza raggiungere la cima, nella 14ª tappa da Ferrara ad Asolo. Tutti gli anni, nel mese di luglio si disputa la classica corsa per dilettanti Bassano-Monte Grappa. Tra i vincitori, Gino Bartali (1934), Gilberto Simoni e Damiano Cunego (2000).

CURIOSITA’
Guardando il Grappa, nel versante sud-ovest nella parte di montagna tra Crespano del Grappa e località Madonna del Covolo, si può notare che ci sono delle file di alberi disposti in modo da formare due lettere “W” e “M” (coordinate +45° 51′ 12.22″, +11° 49′ 27.29″). Furono piantati nel primo dopoguerra dai cittadini Crespanesi in onore della Madonna, e di un suo miracolo che le testimonianze vogliono collocare proprio nel luogo, allora completamente privo di vegetazione, che poi sarà a lei dedicato. Durante l’epoca fascista e la seconda guerra mondiale, i seguaci di Mussolini tentarono di convertirne il significato in “Viva Mussolini”.monte grappa,bassano,grande guerra,veneto,prima guerra mondiale,turismo,escursioni,tricea
Sul monte Grappa, nel 1918, l’esercito italiano arrestò, sotto la guida del gen. Gaetano Giardino, l’avanzata nemica verso la pianura veneta.
Negli anni precedenti, però, il massiccio era stato adeguatamente attrezzato ed infrastrutturato in vista di una possibile rottura del fronte dell’Isonzo.

 

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Monte Grappa:una monte, una storia.ultima modifica: 2011-05-16T19:44:00+00:00da turismo777
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